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Un piacere che dura? Cioccolato per la salute

Voglio iniziare questa settimana all’insegna del buonumore. E del buono. Voglio parlare di cioccolato, un piacere che dura, un alimento per la salute e che ci mette tutti d’accordo. Da sempre. Evviva!

Voglio iniziare con un poco di cioccolato nero fondente. Un po’ di quel cibo degli dei come ci racconta la definizione botanica della sua pianta antica più dell’uomo: Theobroma Cacao.

Ormai tutti lo sanno. Non è solo buono, non è per sdoganarlo alla … gola che ve ne parlo con questo entusiasmo. Il cioccolato fa bene. Il cioccolato è davvero un prezioso alleato e la sua valenza nutrizionale è dimostrata da numerosi studi scientifici.


Unica avvertenza, da segnare bene con la penna rossa e non dimenticare mai nonostante la vista appagata dall’immagine che apre questo post: il cioccolato che fa bene è quello amaro al 100%, ovvero un cioccolato al quale non sono aggiunti componenti, ingredienti tipo zuccheri, latte o grassi diversi da quelli naturalmente presenti nell’alimento.

Questo distinguo è fondamentale in quanto a seconda della presenza o meno di più ingredienti varia la collocazione nutrizionale di questo alimento. Non c’è però di che preoccuparsi: perché il cioccolato puro, magari lavorato ad arte, e quindi anche ottimo dal punto di vista delle qualità olfattive, di gusto e di colore, rappresenta senza dubbi la massima espressione di questo alimento. E le sue proprietà nutrizionali, in questo senso, sono davvero esaltate così da poter tranquillamente rientrare nella vita di tutti noi, per un consumo pressoché quotidiano.

Se prendiamo in considerazione quello complesso, al quale vengono aggiunti ingredienti, al contrario esso va collocato nella categoria degli alimenti dolci – tipologia di carboidrati ad elevato indice glicemico e carico glicemico, quindi i conti nutrizionali non torneranno più, vale a dire sarà molto difficile da inserire in un pasto di cui controlliamo il carico glicemico, senza dover togliere da quello stesso pasto carboidrati molto più favorevoli come verdura, frutta o legumi, anche a scapito del famoso senso di sazietà.

Tornando alle cose positive. Il nostro amico cioccolato 100% è ricco di sostanze un tempo chiamate nervine (come ad esempio la teobromina, la caffeina…) che stimolano positivamente il nostro sistema nervoso centrale, il muscolo cardiaco, l’apparato muscolare. Tuttavia, proprio per non esagerare con le famose nervine, va consumato in dosi controllate!

La grande risorsa per l’organismo umano è che è formato solo da proteine e grassi, non ha carboidrati, e ha un contenuto molto elevato di polifenoli di quelli con una ottima biodisponibilità (vengono assorbiti con facilità dalle cellule promuovendo la sintesi di sostanze antinfiammatorie).

Altre due positività sono poi contenute in una sola caratteristica e qui mai parola fu più indicata: positività! Il cioccolato contiene infatti l’anandamide, che legandosi a particolari recettori di ormoni chiamati endocannabinoidi (non è una droga ma…!) sono responsabili del senso della fame e dell’euforia. Per questo si dice che sazi e porti allegria!


Poi una notizia buona per chi ha spirito sportivo (e chi non lo deve avere in questa vita così faticosa e frenetica?). Per un aiuto della veglia (stato vigile) e per migliorare l’attenzione e per spegnere il senso di fatica, interviene col cioccolato amaro la feniletilamina che unita al suo naturale magnesio favorisce la stabilità e la positività dell’umore. Quindi quello stato euforico – che già ci appagava – di cui sopra non è più momentaneo ma dura.

E poi: la leucina, un aminoacido essenziale (quindi che va introdotto necessariamente con l’alimentazione) da cui parte la sintesi della fibra muscolare: se i muscoli li facciamo lavorare (e ricordiamoci che anche il cuore è un muscolo), poi, dobbiamo nutrirli come si deve e il cioccolato ci dà una mano nello specifico. Inoltre: ci dà ferro, prezioso per la crescita (ideale per gli stati di gravidanza ma anche quando è in generale carente) ed infine quello che di più tutti sanno: combatte i radicali liberi, ovvero, ci fa invecchiare più lentamente per i suoi preziosi polifenoli, quelli che di fatto lo colorano, sono indiscussi amici capaci di proprietà antiossidanti e antinfiammatorie.

Ci dà nutrimento, ci promette un migliore invecchiamento e ci dà piacere. Cosa chiedere di più ad un alimento?

Sì viaggiare: ci guida una nota curiosa, indagando nelle Zone Blu del Mondo, scopriamo che gli indiani Kuna delle isole San Blas (sopra Panama), consumando quotidianamente fave di cacao allo stato naturale hanno giocato bene le loro carte per la prevenzione: infatti, si è visto che in questa popolazione autoctona vi è una bassissima incidenza di malattie cardiovascolari e di cancro.

Le fave crude e le fave naturali di cacao sono dunque una buona idea anche per noi occidentali: offerte sul nostro mercato, quindi non impossibili da trovare, sono una buona idea per nutrire la … salute. Importante accertarsi che il prodotto sia certificato come biologico, quindi qualitativamente ineccepibile anche e soprattutto dal punto di vista della contaminazione da cadmio (un metallo pericoloso come il mercurio).


Le parole della ZONA – Carico Glicemico: L’indice glicemico è più conosciuto e fa riferimento alla velocità con cui vengono assimilati i carboidrati e a come aumenta la glicemia (la concentrazione di glucosio nel sangue) in seguito all’assunzione di 50 g del carboidrato in esame. Il carico glicemico, invece, corrisponde alla quantità di carboidrati assunti attraverso un alimento, moltiplicati per il suo indice glicemico.

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