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Diamo a Socrate quel che è del buonumore


Quante volte avrai sentito ripetere – quasi alla nausea – la frase Sei quello che mangi? Ci sono tante verità dentro a quelle parole. Perché il cibo influenza tutta la sfera al completo del nostro organismo e della nostra vita. Non per forza in senso negativo. Anzi.


Il cibo è nutrimento, di per sé importante, ma anche un regolatore dell’umore, della longevità, della salute (e soprattutto perché fa prevenzione) e quindi regala anche … buon umore.

Andando a scavare anche gli stati di nervosismo e di ansia potrebbero essere collegati. Potrebbero essere un campanello d’allarme di una cattiva alimentazione.


Ne abbiamo parlato a Medicina 33, rubrica del Tg2, nel servizio curato da Simona Burattini
 che ha incontrato Barry Sears, esperto mondiale del controllo ormonale attraverso il cibo.
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Il professor Sears, nel corso di una delle sue ultime relazioni tenute in Italia, presso l’Università la Sapienza di Roma, ha trattato un tema di grande attualità per la nutrizione, andando a spiegare cosa avviene nel nostro intestino che è logicamente condizionato a seconda delle nostre scelte nutrizionali.

Sull’argomento, recenti studi hanno evidenziato che la flora batterica quando non è sana interferisce con gli stati umorali: crea cattivo umore per dirlo con parole semplici, ma anche problemi di efficienza psicofisica e di relazione con l’ambiente.

Quale è il meccanismo metabolico correlato? La letteratura scientifica evidenzia proprio una relazione stretta tra l’intestino e il cervello attraverso il nervo vago che collega la barriera intestinale con la barriera emato-encefalica.


Se la barriera intestinale è disturbata da batteri, virus, farmaci e infiammazione trasmette segnali negativi di malessere al cervello. A limitare i danni una dieta bilanciata, e soprattutto ricca di omega 3 e di altre due sostanze naturali: ovvero i prebiotici, le fibre fermentabili che sono cibo per i microbi del nostro intestino, se infatti non nutriamo abbastanza gli agenti microbici nel nostro intestino essi andranno ad erodere la barriera intestinale e causeranno molti problemi, spiega Barry Sears.


L’altra sostanza cosiddetta nutraceutica è rappresentata dai polifenoli che agiscono come dei veri e propri giardinieri del nostro intestino, degli spazzini, che possono garantire un buon equilibrio nella componente microbica e fare in modo che non ci siano danni alla nostra salute.

Questi studi confermano ciò che i ricercatori d’un tempo antico avevano capito bene. Infatti, Socrate diceva che tutte le malattie hanno la loro origine nell’intestino.

Come si traducono queste conoscenze se vogliamo operare una corretta scelta alimentare? Bisogna puntare tutto su un’alimentazione ricca di pesce, alimento primordiale, arricchita da frutta e verdura e fibre fermentescibili e i legumi che hanno delle fibre utili per la flora batterica intestinale.

Segui il servizio di Simona Burattini per Tg2 Medicina 33 servizio del 28/11/2016: http://www.tg2.rai.it/dl/RaiTV/programmi/media/ContentItem-81307bf7-e674-4ab6-8668-9d6cbe2249c8-tg2.html#p=47

Libro consigliato: L’intestino felice link

Fonti:
Barry Sears | Uni Sapienza di Roma | 11.11.2016, Master di II Livello in Rino Allergologia Pratica – Pnei ed infiammazione cronica silente

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