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Visualizzazione dei post da agosto, 2019

Quanto dobbiamo stare lontano dallo zucchero nelle bevande?

Lo zucchero, per la legislazione italiana è il saccarosio , un disaccaride formato da una molecola di fruttosio e una di glucosio. Bevande e bibite, che contengono questo zucchero, sono alimenti ad elevato carico glicemico (high GL), pertanto con altissima densità energetica , concentrata in poca quantità di prodotto. Il consumo sporadico, frequente o peggio ancora quotidiano, fa sì che il glucosio, abbondante in questi alimenti, venga rapidamente assorbito e stimoli in modo eccessivo la produzione di  insulina , ormone dell'immagazzinamento, il quale convoglia il glucosio in eccesso nel tessuto adiposo, a formare grassi, soprattutto quello collocato a livello addominale, facendo aumentare inesorabilmente la circonferenza della vita. Quest'ultima è un punto focale dell'organismo, da tenere sotto controllo per tutta la durata della nostra esistenza, poiché l'ipertrofia della cellula adiposa addominale conduce all'avvio di una potente ed inarrestabile cascata

Tè, bevanda della salute

Il tè è sicuramente la bevanda più consumata a livello mondiale e nel rapporto FAO 2018 viene comunicato che la produzione ed il consumo sono destinati ad aumentare nei prossimi dieci anni. Sui benefici di questa bevanda vi è ormai una vasta letteratura che si è soffermata sulle proprietà antinfiammatorie e antiossidanti del tè. Nell'ambito della nutrizione antinfiammatoria, meritano una particolare attenzione il tè rosso (denominato popolarmente Rooibos) e il tè bianco: - il tè rosso ( Aspalathus linearis ), come emerge da una interessante review di Muller  CJF et al. (2018) possiede un flavonoide, l'aspalatina , precursore dell'acido fenilpropenoico, con proprietà antinfiammatorie che contrastano lo stress ossidativo, arrivando ad agire sul DNA a livello dei fattori di trascrizione che regolano il metabolismo lipidico e glucidico, coadiuvando pertanto la sindrome metabolica.  Sempre in uno studio recente (Olawale R. Ajuwon 2018) il rooibos unito all'ho

Acciughe ad ogni stagione

Come le verdure, di stagione, ci sono anche i piatti di stagione. E gli alimenti, di stagione. Oggi vi parlo di acciughe o alici, e se mi conoscete sapete già che sono una loro fan, che hanno un sacco di positive qualità. Forza, venite a scoprirle con me. Le acciughe sono la medesima cosa delle alici; queste ultime sono chiamate così perché sono vive ed intere, mentre messe sotto sale, senza testa e quelle sfilettate sottolio vengono denominate acciughe (c’è abbastanza confusione perché sembrano due pesci diversi). Le alici o acciughe sono una tipica e massima espressione del pesce azzurro di cui sono ricchi i nostri mari (Adriatico, Tirreno, Mediterraneo), nonché i mari limitrofi come il Mar Nero ed il mare di Marmara. Il contenuto ottimale di acidi grassi Omega 3 , costituenti essenziali di tutte le membrane cellulari dell’organismo fa sì che per noi questo tipo di pesce sia una risorsa molto importante perché dagli omega 3 discendono gli ormoni più atavici, in assol

Ci vuole sale. Solo in zucca però

Ti parlo del sale, Parola - Ops...condimento che evoca cose positive (si dice che è intelligente chi ha sale in zucca!) ma nella nutrizione è molto birichino. E quindi bisogna fare attenzione. Ci sono cosa da sapere sul suo uso o non uso, sulla sapidità presunta o tale, sulle abitudini. E così via. Con questi consigli mi piace pensare che ho messo un po’ di sale anche io nella discussione. E non fa certo male. Seguimi! Il sale in eccesso, si sa, è un importante fattore di rischio perché fa salire la pressione arteriosa oltre il valore limite dei 130/85mmHg. In base alle direttive dell’OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità), il consumo giornaliero di sale per un individuo adulto non dovrebbe superare i 5 grammi. Attualmente, ne consumiamo, in media, 10-12 grammi al giorno: se solo dimezzassimo questa quantità, potremmo abbattere del 17% la probabilità di malattie cardiovascolari e del 23% quella di ictus. A questa importante affermazione, che sottoscrivo, aggiungo che bisogna a

Un piacere che dura? Cioccolato per la salute

Voglio iniziare questa settimana all’insegna del buonumore. E del buono.  Voglio parlare di cioccolato , un piacere che dura, un alimento per la salute e che ci mette tutti d’accordo. Da sempre. Evviva! Voglio iniziare con un poco di cioccolato nero fondente. Un po’ di quel cibo degli dei come ci racconta la definizione botanica della sua pianta antica più dell’uomo: Theobroma Cacao . Ormai tutti lo sanno. Non è solo buono, non è per sdoganarlo alla … gola che ve ne parlo con questo entusiasmo. Il cioccolato fa bene . Il cioccolato è davvero un prezioso alleato e la sua valenza nutrizionale è dimostrata da numerosi studi scientifici. Unica avvertenza, da segnare bene con la penna rossa e non dimenticare mai nonostante la vista appagata dall’immagine che apre questo post: il cioccolato che fa bene è quello amaro al 100% , ovvero un cioccolato al quale non sono aggiunti componenti, ingredienti tipo zuccheri, latte o grassi diversi da quelli naturalmente presenti nell’alimento

Diamo a Socrate quel che è del buonumore

Quante volte avrai sentito ripetere – quasi alla nausea – la frase Sei quello che mangi? Ci sono tante verità dentro a quelle parole. Perché il cibo influenza tutta la sfera al completo del nostro organismo e della nostra vita. Non per forza in senso negativo. Anzi. Il cibo è nutrimento, di per sé importante, ma anche un regolatore dell’umore, della longevità, della salute (e soprattutto perché fa prevenzione) e quindi regala anche … buon umore. Andando a scavare anche gli stati di nervosismo e di ansia potrebbero essere collegati. Potrebbero essere un campanello d’allarme di una cattiva alimentazione. Ne abbiamo parlato a Medicina 33, rubrica del Tg2, nel servizio curato da Simona Burattini  che ha incontrato Barry Sears, esperto mondiale del controllo ormonale attraverso il cibo. < Il professor Sears, nel corso di una delle sue ultime relazioni tenute in Italia, presso l’Università la Sapienza di Roma, ha trattato un tema di grande attualità per la nutrizione, an

Olio evo: Alleato della salute

Olio evo: alleato della salute La Natura mette nel piatto preziosi alleati. In questo periodo si parla tanto di olio evo. Forse anche perché, e in Umbria questa realtà si sente forte, è anche il periodo della raccolta. Ecco un articolo pubblicato da Sanihelp.it , autorevole portale dedicato alla Salute e al Benessere , sui benefici del nostro Olio Extra Vergine d’Oliva. (fonte Sanihelp.it) – Olio: un alleato trasversale. È un nutrimento che da sempre mette tutti d’accordo: la domesticazione del suo frutto, anzi della sua drupia , è avvenuta nella culla dell’agricoltura, in quella che chiamano la mezzaluna che parte da una estremità alta dalla Mesopotamia alla corrispondente dell’Egitto, passando per la costa est del Mediterraneo : Siria, Libano, Israele, Palestina: laddove gli olivastri sono diventati ulivi e le olive olio. E si parla di seimila anni Avanti Cristo. Poi, l’espansione al seguito delle prime importanti civiltà in movimento, verso est, grazie alle città Ittite e A

Cosa c'è da sapere su Pesce, Carne e Riso

PESCE Sicuramente è la proteina protagonista della dieta Zona dalla sua nascita, ricca di Omega 3 , gli acidi grassi essenziali a cui dobbiamo la nostra evoluzione e di proteine di altissimo livello, povera di acidi grassi saturi. Nella dieta Zona il pesce viene consigliato molte volte alla settimana (4-5), privilegiando il pesce azzurro , di cui sono ricchi i nostri mari, ma anche pesci provenienti dai mari freddi del nord come il merluzzo, il baccalà che vivendo in acque profonde, fredde, hanno una maggiore ricchezza di omega 3 (sono il loro paraflù!) e risentono di un minor inquinamento ambientale. Miglior cottura del pesce: vapore ed acqua pazza , cotture che mantengono praticamente inalterati i principi nutritivi ed il sapore. Attenzione: dal punto di vista nutrizionale dico No al pesce di allevamento con mangimi: la quota di omega 3 diminuisce, sale il tasso degli acidi grassi omega 6 e si abbassa anche il contenuto proteico. Nel 2013 uno studio interessante m