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SARS-COV2: Possiamo difenderci con la Nutrizione?

In tempo di pandemia da Sars-Cov2,il nuovo virus ad RNA, che ha colto di sorpresa l'intero pianeta, dove le informazioni sono tante, a volte contrastanti, e dove la certezza di una cura che sconfigga per sempre un virus di questo genere sembra una chimera, riflettere su quello che il nostro organismo, da solo, con le sue potenzialità immunitarie possa fare, credo che sia doveroso, utile e produttivo per la nostra salute. E' piuttosto inquietante che la Scienza Ufficiale non faccia mai menzione di adottare prevenzione nutrizionale, anche in questo gravoso frangente. E' sempre molto pericoloso quando l'uomo viene esposto a nuovi virus, verso i quali il nostro sistema immunitario si deve rapportare per la prima volta, senza averne memoria immunologica al fine di costruire anticorpi adeguati e duraturi nel corso della vita. Conoscere più a fondo il  sistema immunitario e le armi di difesa naturali che abbiamo per fronteggiare situazioni simili, può aiutarci sicuramente
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Dietro una tazzina di caffè

Un popolare proverbio turco recita: "il caffè deve essere nero come l'inferno, forte come la morte e dolce come l'amore". L'uso del caffè è noto fin dal X secolo quando le tribù nomadi in Abissinia e in Arabia mangiavano i frutti selvatici e maturi, pestati e mescolati con grassi animali, a formare palle rotonde che venivano consumate durante i lunghi viaggi. Da allora il caffè, a grandi passi, ha subito nel corso dei secoli una notevole evoluzione, passando da una bevanda proibita, quasi diabolica, a causa dell'effetto euforico e del vigore fisico che produceva, ad una consuetudine quotidiana, soprattutto nel nostro paese, dove rappresenta tuttora un vero e proprio rito con la ricerca e l'esaltazione delle sue qualità organolettiche. Il valore nutrizionale del caffè è stato definito solo recentemente ed in virtù delle sue proprietà antinfiammatorie e antiossidanti , determinate dalla presenza di flavonoidi , è stato riabilitato anche nella patologia

Blue Zones: il segreto della longevità

Le "Blue Zones" sono i cinque luoghi della terra dove vi è la concentrazione più elevata di centenari e ultracentenari che raggiungono la longevità in buonissimo stato di salute, in assenza di malattie degenerative non trasmissibili quali diabete, malattia cardiovascolare, patologie neurologiche, autoimmunitarie e cancro, svolgendo fino alla fine tutte le attività sociali, mantenendo un ottimo rapporto con l'ambiente circostante, la comunità di riferimento, nonchè il nucleo familiare che riveste una particolare importanza. La scoperta delle Blue Zones inizia con una spedizione del National Geographic guidata da Dan Buettener nei luoghi della Healthy Longevity del mondo: - Isola di Okinawa, a sud del Giappone - Ogliastra, Sardegna (Italia)  - Nikoya, Costa Rica - Loma Linda, California - Ikaria, Grecia Nel 2016 l' American Journal of Lifestyle Medicine pubblica lo studio delle cinque Blue Zones dove vengono riportate nove caratteristiche c

Quanto dobbiamo stare lontano dallo zucchero nelle bevande?

Lo zucchero, per la legislazione italiana è il saccarosio , un disaccaride formato da una molecola di fruttosio e una di glucosio. Bevande e bibite, che contengono questo zucchero, sono alimenti ad elevato carico glicemico (high GL), pertanto con altissima densità energetica , concentrata in poca quantità di prodotto. Il consumo sporadico, frequente o peggio ancora quotidiano, fa sì che il glucosio, abbondante in questi alimenti, venga rapidamente assorbito e stimoli in modo eccessivo la produzione di  insulina , ormone dell'immagazzinamento, il quale convoglia il glucosio in eccesso nel tessuto adiposo, a formare grassi, soprattutto quello collocato a livello addominale, facendo aumentare inesorabilmente la circonferenza della vita. Quest'ultima è un punto focale dell'organismo, da tenere sotto controllo per tutta la durata della nostra esistenza, poiché l'ipertrofia della cellula adiposa addominale conduce all'avvio di una potente ed inarrestabile cascata

Tè, bevanda della salute

Il tè è sicuramente la bevanda più consumata a livello mondiale e nel rapporto FAO 2018 viene comunicato che la produzione ed il consumo sono destinati ad aumentare nei prossimi dieci anni. Sui benefici di questa bevanda vi è ormai una vasta letteratura che si è soffermata sulle proprietà antinfiammatorie e antiossidanti del tè. Nell'ambito della nutrizione antinfiammatoria, meritano una particolare attenzione il tè rosso (denominato popolarmente Rooibos) e il tè bianco: - il tè rosso ( Aspalathus linearis ), come emerge da una interessante review di Muller  CJF et al. (2018) possiede un flavonoide, l'aspalatina , precursore dell'acido fenilpropenoico, con proprietà antinfiammatorie che contrastano lo stress ossidativo, arrivando ad agire sul DNA a livello dei fattori di trascrizione che regolano il metabolismo lipidico e glucidico, coadiuvando pertanto la sindrome metabolica.  Sempre in uno studio recente (Olawale R. Ajuwon 2018) il rooibos unito all'ho